Filosofo, allievo indipendente di Hegel e Marx. Al di là di destra e sinistra, provando a pensare altrimenti. Docente presso lo IASSP di Milano.

Milano
Joined November 2012
Odio la resilienza. Perché la resilienza è l'atteggiamento di chi subisce tutto in silenzio. Abbiamo bisogno di rivolta, non di resilienza.
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30 gradi e i fanciulli in classe costretti a tenere per ore il volto coperto - unici in Europa - per il sacro volere del "governo dei migliori".
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Mario Draghi ha detto che occorre "rinforzare la resilienza". Più il potere ci vuole resilienti e più noi saremo ribelli. Perché la resilienza è l'attitudine dei servi docili e mansueti. Forse non riusciremo a cambiare il mondo, ma il mondo non riuscirà a cambiare noi.
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La nuova razionalità politica neoliberale usa l'emergenza perenne come nuova normalità.
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La giusta posizione è quella di chi oggi difende la pace ossia l'idea di una Italia neutrale, rispettosa della propria Costituzione, della propria cultura, del proprio interesse nazionale. Chi propugna la guerra sta commettendo un errore fatale e ingiustificabile.
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L'Italia resti neutrale e promuova la pace, anziché mandare armi e militari in nome della guerra. Ce lo chiedono la nostra Costituzione, la nostra cultura, il nostro interesse nazionale.
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